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FABIO SCHIMMENTI - Blog

E' UNA GRANDE GIOIA PER ME DARTI IL BENVENUTO NEL MIO BLOG. IL SIGNORE TI CONCEDA DI SPERIMENTARE UNA NUOVA EFFUSIONE DELLO SPIRITO SANTO, DURANTE IL TEMPO CHE TRASCORREREMO INSIEME !
June 22

IL PERDONO

                                Misericordia io voglio e non sacrificio (Mt. 9,13)

 

     Con queste parole Gesù ammoniva i Farisei che lo accusavano di sedere a tavola con i peccatori, e proseguiva dicendo non sono venuto a chiamare i giusti ma i peccatori. Ma chi tra gli uomini è giusto? Nessuno, perché tutti abbiamo peccato e tutti siamo privi della gloria di Dio (cfr. Rm. cap. 3 e 5).

     E’ dunque a tutti noi che Gesù si rivolge quando attribuiamo ai nostri sacrifici, del vivere “secondo la legge”, la possibilità di salvezza, della risurrezione e della vita eterna. Gesù sconvolge i pensieri dei Farisei, ponendo in primo piano la misericordia degli uni verso gli altri, sarebbe meglio dire la misericordia tra i simili, tra peccatori.

     Ma cosa è la misericordia a cui si riferisce Gesù? E’ la capacità di perdonare e condonare i debiti, le offese, il male ricevuto, è la capacità di amare l’altro con cuore sincero così come è, con i suoi difetti e i suoi limiti, senza pretendere che egli sia giusto quando, invece, noi siamo peccatori, è la capacità di donare il nostro cuore a coloro che non lo meritano, come Gesù lo dona a noi, è la capacità di sapere andare oltre la legge farisaica per non essere definiti IPOCRITI da Gesù stesso, che condanna coloro che si impegnano nell’assolvimento dei doveri e tralasciano la pratica della giustizia, della misericordia e della fedeltà (cfr. Mt. 23,23).

     Dio non ci giudicherà per quante volte abbiamo partecipato alla S. Messa, non ci giudicherà per quante volte abbiamo prestato servizio in parrocchia, non sarà certo il sacrificio fisico a guadagnarci la salvezza, Egli ci chiederà, invece, quante volte abbiamo aperto il nostro cuore al prossimo, quante volte abbiamo donato la nostra misericordia, il nostro perdono.

     Attenzione ad innalzare a Dio la “semplice” preghiera che Gesù ci ha insegnato, perché in essa siamo noi a determinare il grado di misericordia e di perdono che Dio userà nei nostri confronti: rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori.

     L’atto del perdono non è un sentimento, ma una decisione, un atto della nostra volontà, decido di perdonare, anche se non me la sento. È la scelta di amare gli altri così come sono, perché anch’io sono come loro, è uno stile di vita terrena che ci introduce nella vita eterna, è una donazione che non ha e non può avere limiti (settanta volte sette risponde Gesù a Pietro). Il perdono è una sorgente di guarigione, sana infatti le ferite provocate dal risentimento, rinnova le persone, i matrimoni, le famiglie, le comunità, la vita sociale.

     Il Perdono è la chiave che apre i nostri cuori a Cristo perché, liberati dall’odio e dal rancore, possiamo ricevere la sua PACE (cfr. Lc. 7, 32 ss), esso ci spinge a morire con Gesù (Padre, perdona loro), per poi RISORGERE con LUI (cfr. 2Tim. 2,11).

 

    Il Dio della pace che ha fatto tornare dai morti il Pastore grande delle pecore, in virtù del sangue di un`alleanza eterna, il Signore nostro Gesù, vi renda perfetti in ogni bene, perché possiate compiere la sua volontà, operando in voi ciò che a lui è gradito per mezzo di Gesù Cristo, al quale sia gloria nei secoli dei secoli. Amen. (Eb. 13, 20-21)

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                Fabio Schimmenti

 

May 14

La Bontà

Il problema del topo

 

Un topo, guardando da un buco che c'era nella parete, vide un contadino e sua moglie che stavano aprendo un pacchetto. Pensò a cosa potesse contenere e restò terrorizzato quando vide che dentro il pacchetto c'era una trappola per topi.  Corse subito nel cortile della fattoria per avvisare tutti: "C'è una trappola per topi in casa, c'è una trappola per topi in casa!"

 

La gallina che stava raspando in cerca di cibo, alzò la testa e disse: "Scusi, signor topo, io capisco che è un grande problema per voi topi, ma a me che sono una gallina non dovrebbe succedere niente, quindi, le chiedo di non importunarmi."

 

Il topo, tutto preoccupato, andò dalla pecora e le disse: "C'è una trappola per topi in casa, una trappola!!!"  "Scusi, signor topo, non c'è niente che io possa fare, mi resta solamente da pregare per lei. Stia tranquillo, la ricorderò nelle mie preghiere."

 

Il topo, allora, andò dalla mucca, e questa gli disse: "Per caso, sono in pericolo...? Penso proprio di no!"

 

Allora il topo, preoccupato ed abbattuto, ritornò in casa pensando al modo di difendersi da quella trappola. Quella notte si sentì un grande fracasso, come quello di una trappola che scatta e afferra la sua vittima. 

La moglie del contadino corse per vedere cosa fosse successo , e, nell'oscurità vide che la trappola aveva afferrato per la coda un grosso serpente. Il serpente velenoso, molto velocemente, morse la donna.

 

Subito, il contadino, la trasportò all'ospedale per le prime cure: Siccome la donna aveva la febbre molto alta le consigliarono una buona zuppa di brodo. Il marito allora afferrò un coltello e andò a prendere l'ingrediente principale: la gallina. Ma la malattia durò parecchi giorni e molti parenti andavano a far visita alla donna.

Il contadino, per dar loro da mangiare, fu costretto ad uccidere la pecora.

 

La donna non migliorò e rimase in ospedale parecchio tempo più del previsto costringendo il marito a vendere la mucca al macellaio per poter far fronte a tutte le spese della malattia della moglie…  

Il problema dell'altro, è anche il tuo. Pensaci!

E non stanchiamoci di fare il bene; se infatti non desistiamo, a suo tempo mieteremo.
Poiché dunque ne abbiamo l’occasione, operiamo il bene verso tutti...... (Gal.6, 9-10)

Il mondo non va male per la malvagità dei cattivi .......

 

MA PER L'INDIFFERENZA DEI BUONI !!!
 
La Bontà è frutto dello Spirito!
                                                                                     (cfr. Gal.5,22)







April 14

DIO ESISTE!

IL BARBIERE


Un uomo si recò un giorno dal barbiere per tagliarsi i capelli e rifilarsi la barba.  Come sempre succede in questi casi, si parlava di molteplici cose con le persone presenti e con il barbiere, temi e argomenti della più svariata natura.

All'improvviso si toccò il tema di Dio.

Il barbiere disse: " Io non credo affatto all'esistenza di Dio, come lei afferma!"

"Ma perché mi dice questo?" domandò il cliente.

"Perché? È semplicissimo!

Basta uscire per strada per accorgersi che Dio non esiste!

Mi dica: se Dio esistesse veramente, ci sarebbero tanti malati? Ci sarebbero bambini abbandonati? Ci sarebbero tante guerre, tanta cattiveria?

E la sofferenza? E il dolore che pervade l'umanità?

Io non posso pensare che esista un Dio che permetta tutte queste cose!"

Il cliente rimase per un attimo senza parole.

Decise infine di non rispondere per evitare la discussione.

Il barbiere finì il suo lavoro ed il cliente uscì dal negozio, appena sulla strada incontrò un uomo con la barba e i capelli lunghi ed incolti, apparentemente era da molto tempo che non se li tagliava e si vedeva chiaramente che la sua persona era molto disordinata e trasandata.

Ritornò allora di corsa nel negozio del barbiere esclamando:

"Sa cosa le dico? I barbieri non esistono!"

"Come non esistono?", replicò il barbiere, "ma io sono qui e sono barbiere!"

"No!", continuò il cliente, "non esistono, perché se esistessero non ci sarebbero persone coi capelli e la barba tanto lunga e incolta come quella di quell’uomo che c'è fuori dal suo negozio, sulla strada!"

"Eh no! I barbieri esistono, è solo che quelle persone non vengono da me!"

"Infatti, disse il cliente, proprio questo è il punto! Dio esiste, solo che non tutte le persone lo cercano e vanno verso di Lui; forse perché ancora non lo conoscono, forse perché non credono, o forse perchè credono ma non si fidano totalmente: ecco il motivo di tanta infelicità e tanta miseria!"...

 

Chi ha sete venga; chi vuole attinga gratuitamente l’acqua della vita.                                                                   (Ap.22,17)


April 01

LASCIATI USARE DA DIO

Il bambù

In un magnifico giardino cresceva un bambù dal nobile aspetto.
Il Signore del giardino lo amava più di tutti gli altri alberi.
Anno dopo anno, il bambù cresceva e si faceva robusto e bello, perché il bambù sapeva bene che il Signore lo amava e ne era felice.
Un giorno, il Signore si avvicinò al suo amato albero e gli disse: «Caro bambù, ho bisogno di te».
Il magnifico albero sentì che era venuto il momento per cui era stato creato e disse, con grande gioia: «Signore, sono pronto. Fa' di me l'uso che vuoi».
La voce del Signore era grave: «Per usarti devo abbatterti».
Il bambù si spaventò: «Abbattermi, Signore? Io, il più bello degli alberi del tuo giardino? No, per favore, no! Usami per la tua gioia, Signore, ma per favore, non abbattermi».
«Mio caro bambù», continuò il Signore, «se non posso abbatterti, non posso usarti».
Il giardino piombò in un profondo silenzio, anche il vento smise di soffiare. Lentamente il bambù chinò la sua magnifica chioma e sussurrò: «Signore, se non puoi usarmi senza abbattermi, abbattimi».
«Mio caro bambù», disse ancora il Signore, «non solo devo abbatterti, ma anche tagliarti i rami e le foglie».
«Mio Signore, abbi pietà! Distruggi la mia bellezza, ma lasciami i rami e le foglie!».
«Se non posso tagliarli, non posso usarti».
Il sole nascose il suo volto, una farfalla inorridita volò via.
Tremando, il bambù disse fiocamente: «Signore, tagliali».
«Mio caro bambù, devo farti ancora di più, devo spaccarti in due e strapparti il cuore».
Il bambù si chinò fino a terra e mormorò: «Signore, spacca e strappa».
Così il Signore del giardino abbatté il bambù, tagliò i rami e le foglie, lo spaccò in due e gli estirpò il cuore. Poi lo portò dove sgorgava una fonte di acqua fresca, vicino ai suoi campi che soffrivano la siccità, delicatamente collegò alla sorgente una estremità dell'amato bambù e diresse l'altra verso i campi inariditi.
La chiara, fresca, dolce acqua prese a scorrere nel corpo del bambù e raggiunse i campi, fu piantato il riso e il raccolto fu ottimo.

Così il bambù divenne una grande benedizione, anche se era stato abbattuto e distrutto.

Quando era un albero stupendo, viveva solo per se stesso e si specchiava nella propria bellezza. Stroncato, ferito e sfigurato era diventato un canale, che il Signore usava per rendere fecondo il suo regno.

Noi la chiamiamo «sofferenza», Dio la chiama «ho bisogno di te».





March 22

Auguri

Gesù è Risorto, Alleluja!
 

resurrezg

 
 
Auguro con tutto il cuore, a te e ai tuoi cari, di trascorrere una serena e
 
Santa Pasqua di risurrezione in Gesù!
 
                                                                                                                                
                                                                                                                                                     
    Il Dio della pace che ha fatto tornare dai morti il Pastore grande delle pecore, in virtù del sangue di un’alleanza eterna, il Signore nostro Gesù, vi renda perfetti in ogni bene, perché possiate compiere la sua volontà, operando in voi ciò che a lui è gradito per mezzo di Gesù Cristo, al quale sia gloria nei secoli dei secoli. Amen.   (Eb 13,20)

 

February 01

30° Giornata nazionale per la vita

MI CHIEDO...

Mi chiedo come sarebbe il mondo,

 se Maria Giuseppa De Nunzio avesse detto NO! alla vita di suo figlio  padre Pio da Pietralcina?

E se Drane Bojaxhiu avesse respinto la nascita di sua figlia Madre Teresa di Calcutta?

 
Mi chiedo come sarebbe il mondo,

 se Putlibai avesse impedito la nascita di suo figlio Mahatma Gandhi?

 
Mi chiedo come sarebbe il mondo,

 se Luisa Bentivegna avesse gettato via la vita di suo figlio Giovanni Falcone?  

E se Maria Lepanto avesse impedito la nascita di suo figlio Paolo Borsellino?

 
Mi chiedo come sarebbe il mondo,

 se Giuseppa Fana  avesse rifiutato di dare alla luce suo figlio don. Pino Puglisi?

E se Emilia Kaczorowska avesse negato la vita a suo figlio Karol Wojtyla?

 
Mi chiedo come sarebbe il mondo,

 se Maria si fosse opposta alla nascita di suo figlio Gesù?  

 
TI CHIEDO, COME SARÀ IL MONDO

                          SE UCCIDI TUO FIGLIO?

 

A lui, Dio, ha affidato il compito di cambiare parte del mondo in cui vivrà.

 
 
                                                                     

Anche se il figlio che porti in grembo non era voluto, anche se lo ritieni conseguenza di  un “errore”, anche se è malato, anche se….……

                             LUI, GIÀ TI AMA!!!


                                                                                     Fabio Schimmenti

Apriti alla vita, apriti a Gesù, Egli si prende cura di te. FIDATI!!!

           Se dovrai attraversare le acque, sarò con te, i fiumi non ti sommergeranno; se dovrai passare in mezzo al fuoco, non ti scotterai, la  fiamma non ti potrà bruciare; poiché io sono il Signore tuo Dio, il Santo di Israele, il tuo salvatore. (cfr. Is. 43, 2-3)







January 17

LETTERA APERTA

LA CULTURA DEL NULLA E I MAESTRI DEL NIENTE

Tali sono gli elementi che in questi giorni si sono contrapposti alla “voce che grida nel deserto”, sì quel deserto, che in nome di una scienza che dimostra di sconoscere, si è levato contro la visita di Benedetto XVI presso l’Università “La Sapienza” di Roma. 

RISPETTO E LIBERTA'! Questo è il vessillo che “i pochi” hanno alzato contro colui che invece, del rispetto della vita e della libertà dell'uomo ne è il difensore per antonomasia. E' pertanto indubbio che si tratti di alieni dal mondo in cui vivono, di soggetti che del rispetto, della libertà, della tolleranza e dell’amore, nulla sanno, avendone fatto solo un'ideologia, tralasciando volutamente (perché è scomodo e impegnativo, perchè implica lo sconvolgimento dell’ego), di trasformare il concetto in azione. Allora parlano, manifestano ed agiscono in nome di ciò che non praticano, di una falsa dottrina che per loro è, e rimane pura utopia: sono i rappresentanti del nulla, i maestri del niente, i raccontatori di favole.

Il paradosso è palese quanto l’insipienza degli increduli, non sanno forse che la Sapienza (di cui porta il nome l’ateneo da cui dipendono) è un dono di Dio? Sconoscono che Essa è l’artefice di tutte le cose? Ignorano che Essa stessa istruisce l’uomo per comprendere la struttura del mondo e la forza degli elementi? (cfr. Sap.7, 17 ss.). 

Plaudono, come dei vincitori, perché il Papa ha annullato la visita, ignorando che gli unici sconfitti sono proprio loro: <<Quanto a coloro che non vi accolgono, nell'uscire dalla loro città, scuotete la polvere dai vostri piedi, a testimonianza contro di essi>>. (cfr. Lc. 9, 5)
<<In verità vi dico, nel giorno del giudizio il paese di Sòdoma e Gomorra avrà una sorte più sopportabile di quella città>>.(cfr. Mt. 10,15)

Dicono <<No al Papa!>> senza esplicitare cosa temono: il Papa uomo o ciò che esso rappresenta?

Nel primo caso, affermerebbero di temere un uomo che predica la pace e, rispettando il libero arbitrio di ciascuno, con magnanimità e dottrina annunzia la Parola di Dio in ogni occasione, opportuna e non opportuna (cfr. 2Tim. 4,1-2);

Nel secondo caso ammetterebbero, invece, di temere ciò in cui dicono di non credere: Cristo crocifisso e risorto, scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani e sasso d’inciampo per coloro che lo rifiutano.

Per il cristiano tale situazione è già nota da millenni, lo Spirito Santo, infatti, che conosce tutti e sa quello che c’è in ogni uomo, ha ispirato San Paolo nell’affermare che: <<Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole>>. (cfr. 2Tim. 4,3-4).

Quanto a noi cristiani cattolici, traiamo spunto da questi fatti per rafforzare la nostra fede e per comprendere che tutti, nessuno escluso, siamo chiamati ad uscire allo scoperto, professando con la nostra bocca, senza paura, ed in ogni luogo che Gesù è il Signore e che Dio lo ha risuscitato dai morti.

Chissà che attraverso la convinta testimonianza della nostra fede in Cristo, la salvezza non giunga anche a coloro che oggi lo rinnegano!




December 03

LA FEDE

STACCATI DAL RAMO...


 

Un uomo, che si dichiarava ateo, precipitò da una rupe.

Mentre rotolava giù, riuscì ad afferrare il ramo di un alberello, e rimase sospeso fra cielo e terra e le rocce trecento metri più sotto, consapevole di non poter resistere a lungo.

Allora ebbe un’idea.

Dio! Gridò con quanto fiato aveva in gola.

Silenzio! Nessuna risposta.

Dio! Gridò di nuovo.

Se esisti, salvami e io ti prometto che crederò in te e insegnerò agli altri a credere.

Ancora silenzio! Subito fu lì lì per mollare la presa dallo spavento, nell’udire una Voce possente che rimbombava nel burrone.

Dicono tutti così quando sono nei pasticci.

No,Dio no! Egli urlò, rincuorato.

Io non sono come gli altri. Non vedi che ho cominciato a credere, poiché sono riuscito a sentire la tua voce? Ora non devi far altro che salvarmi e io proclamerò il tuo nome fino ai confini della terra.

Va bene, disse la Voce.

Ti salverò. Staccati dal ramo.

Staccarmi dal ramo? Strillò l’uomo sconvolto. Non sono mica matto!

 

 

Nei momenti burrascosi della vita dà credito alla Sua promessa:

“Quando attraverserai le acque io sarò con te e i fiumi non ti sommergeranno”

Con Lui ogni tempesta si placa !!!!

fidati !

 

 

November 28

PADRE NOSTRO

PADRE NOSTRO

Il Padre Nostro è uno stile di vita:


Non posso dire PADRE, se non mi comporto da figlio.

Non posso dire NOSTRO, se vivo chiuso nel mio egoismo.

Non posso dire CHE SEI NEI CIELI, se mi preoccupo solo delle cose della terra.

Non posso dire SIA SANTIFICATO IL TUO NOME, se non ti onoro e non ti amo.

Non posso dire VENGA IL TUO REGNO, se penso solo ai miei interessi.

Non posso dire SIA FATTA LA TUA VOLONTA', se non l'accetto quando non combacia con la mia.

Non posso dire DACCI OGGI IL NOSTRO PANE, se non mi importa di chi ha fame.

Non posso dire RIMETTI I NOSTRI DEBITI, se continuo a conservare rancore.

Non posso dire NON CI INDURRE IN TENTAZIONE, se ho intenzione di continuare a peccare.

Non posso dire LIBERACI DAL MALE, se non combatto ciò che non è buono.

Non posso dire AMEN, se non prendo sul serio le parole del Padre Nostro.

 

 

Tuo papà DIO

Quando ti sei svegliato questa mattina ti ho osservato e ho sperato che tu mi rivolgessi la parola anche solo poche parole, chiedendo la mia opinione o ringraziandomi per qualcosa di buono che era accaduto ieri. Però ho notato che eri molto occupato a cercare il vestito giusto da metterti per andare a lavorare. Ho continuato ad aspettare ancora mentre correvi per la casa per vestirti e sistemarti e io sapevo che avresti avuto del tempo anche solo per fermarti qualche minuto e dirmi: "Ciao".
Però eri troppo occupato.
Per questo ho acceso il cielo per te, l'ho riempito di colori e di dolci canti di uccelli per vedere se così mi ascoltavi; però nemmeno di questo ti sei reso conto.
Ti ho osservato mentre ti dirigevi al lavoro e ti ho aspettato pazientemente tutto il giorno. Con tutte le cose che avevi da fare, suppongo che tu sia stato troppo occupato per dirmi qualcosa.
Al tuo rientro ho visto la tua stanchezza e ho pensato di farti bagnare un po' perché l'acqua si portasse via il tuo stress. Pensavo di farti un piacere perché così tu avresti pensato a me, ma ti sei infuriato e hai offeso il mio nome.
Io desideravo tanto che tu mi parlassi, c'era ancora tanto tempo. Dopo hai acceso il televisore, io ho aspettato pazientemente, mentre guardavi la TV, hai cenato, però ti sei dimenticato nuovamente di parlare con me, non mi hai rivolto la parola.
Ho notato che eri stanco e ho compreso il tuo desiderio di silenzio e così ho oscurato lo splendore del cielo, ho acceso una candela, in verità era bellissimo, ma tu non eri interessato a vederlo.
Al momento di dormire credo che fossi distrutto. Dopo aver dato la buona notte alla famiglia sei caduto sul letto e quasi immediatamente ti sei addormentato.
Ho accompagnato il tuo sogno con una musica, i miei animali notturni si sono illuminati, ma non importa, perché forse nemmeno ti rendi conto che io sono sempre lì per te. Ho più pazienza di quanto immagini.
Mi piacerebbe pure insegnarti ad avere pazienza con gli altri. TI AMO tanto che aspetto tutti i giorni una preghiera, il paesaggio che faccio è solo per te.
Bene, ti stai svegliando di nuovo e ancora una volta io sono qui e aspetto senza niente altro che il mio amore per te, sperando che oggi tu possa dedicarmi un po' di tempo. Buona giornata.


Tuo papà DIO !

 
Grazie per avere visitato il mio Blog!
Il Signore ti benedica e ti custodisca. Ti mostri il suo volto e abbia misericordia di te.
Volga a te il suo sguardo e ti dia pace. Il Signore ti benedica.
(Num 6,24-26)